A 5 anni era abbonata a «Focus Junior», a 6 si cimentava con il suo primo microscopio, a 16 svolgeva l’alternanza scuola-lavoro al CNR di Lecce. Con la Scienza nel cuore sin dalla primissima infanzia, non stupisce che Elisa abbia deciso di intraprendere un percorso universitario nell’ambito della Medicina e dell’Ingegneria Biomedica. Scopriamo la storia della studentessa diciannovenne, oggi al primo anno della MEDTEC School.

Ci racconti un po’ di te?

Sono Elisa, ho 19 anni e vengo da Lecce. Sono al primo anno della MEDTEC School, un corso di laurea dell’Humanitas University in partnership con il Politecnico di Milano. Mi sono interessata alla Scienza sin da quando ero una bambina: all’età di 5 anni ero abbonata al giornalino scientifico «Focus Junior», a 6 anni ho ricevuto come regalo di compleanno il mio primo microscopio. Sono sempre stata convinta di voler essere un medico da grande: al liceo, infatti, ho svolto diverse attività scientifiche, come l’alternanza scuola-lavoro presso il CNR di Lecce.

In cosa consiste il tuo corso di laurea?

È un corso di 6 anni che consente di ottenere un doppio titolo: una laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia e una triennale in Ingegneria Biomedica. Oltre alle classiche materie insegnate a Medicina e Chirurgia, il piano di studi comprende un approfondimento delle materie di base tipiche dell’ingegnere biomedico, come la Matematica, la Fisica e Computer science. Unendo le due facoltà, gli sbocchi lavorativi sono moltissimi: si può diventare un medico “tradizionale”, un ricercatore, oppure dedicarsi alla progettazione di dispositivi e tecnologie biomediche.

Perché hai scelto di intraprendere questo percorso di studi?

Innanzitutto, per il piano di studi. Poi per l’ambiente internazionale: si studia in inglese e ci si confronta con culture di tutto il mondo. Infine, perché offre l’opportunità di frequentare un simulation center, che non è altro che un laboratorio che riproduce l’ambiente ospedaliero, solo che, al posto dei pazienti, visitiamo manichini tecnologici. Questo ci consente di avere una preparazione adeguata, anche per lavorare negli USA.

Cosa ami di più del tuo programma di studi?

La fusione delle materie tradizionali della facoltà di Medicina con lo studio di tecnologie proprie dell’ingegnere biomedico. Gli esami che più mi affascinano sono Artificial Intelligence e Healthcare Robotics. Penso che sia fondamentale per i medici del futuro essere consapevoli delle nuove avanguardie tecnologiche a disposizione e saperle utilizzarle.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Mi piacerebbe proseguire con una magistrale in Ingegneria Genetica o Chimica, per poi dedicarmi alla ricerca. Ma sono solo agli inizi, quindi potrei cambiare idea strada facendo. Vorrei lavorare a Milano perché è la città più all’avanguardia in Italia, sia per i servizi ma soprattutto per le opportunità lavorative.