Provate a pensare alle più grandi firme italiane del Novecento. Probabilmente alcuni nomi che vi sono venuti in mente, li ritroverete fra le pagine di Bellezza d’Italia, la rivista di lifestyle rivolta ai medici, lanciata da Franco Dompé nel 1947.

Fra i giornalisti, ad esempio, vi sono Elsa Robiola con i suoi articoli di moda; Orio Vergani, considerato il primo fotoreporter italiano; Indro Montanelli, scrittore anticonformista che, tra le varie cose, ideò e diresse Il Giornale e La Voce; padre Agostino Gemelli, fondatore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

Se passiamo ai poeti, spiccano autorità del calibro di Salvatore Quasimodo e Carlo Alberto Salustri, in arte Trilussa, noto soprattutto per le sue composizioni in dialetto romanesco. Ad allietare gli amanti della prosa, invece, ci pensano con i loro racconti Dino Buzzati, il meno conosciuto Salvator Gotta e Fernando Palazzi, autore del Novissimo Dizionario della lingua italiana e della successiva edizione ridotta, Il Piccolo Palazzi.

Collaborano con la rivista poi anche autori di grandi reportage da tutto il mondo, come Lino Pellegrini, che nel 1955 ne diviene direttore editoriale e artistico, e Federico Patellani, il caposcuola del fotogiornalismo italiano. E per quanto riguarda il mondo dei “VIP”? Anche qui non mancano i nomi: sfogliando le pagine di Bellezza d’Italia, ci possiamo imbattere in articoli dell’attrice Elena Zareschi e dello sciatore alpino austriaco Leo Gasperl.

Ma il magazine edito da Dompé farmaceutici non presta attenzione solo ai contenuti scritti: rivestono un ruolo centrale anche il design e l’impaginazione grafica, curati dal celebre architetto Franco Grignani, direttore artistico del progetto editoriale per diversi anni. Oltre alle sue fantasiosissime campagne pubblicitarie raffiguranti i prodotti Dompé, la rivista ospita, per esempio, illustrazioni dell’estroso grafico e caricaturista Fulvio Bianconi, del celebre pittore espressionista Giuseppe Migneco, e di Bruna Moretti, alias Brunetta, artista ironica e pungente.

Tra le grandi firme di Bellezza d’Italia, infine, non potevano mancare i fotografi. Ad accompagnare alcuni articoli, ci sono gli scatti dell’ “occhio del secolo” Henri Cartier Bresson, dell’ungherese Robert Capa e di uno degli esponenti di maggior rilievo della fotografia metafisica, il tedesco Herbert List, solo per citare i più noti.

Un progetto culturale ambizioso che si conclude nel 1962, lasciandoci in eredità un tesoro prezioso: lo specchio della cultura italiana degli anni Cinquanta.